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Strano avvistamento a Jerago

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Un incredibile avvistamento ieri, 17 febbraio 2018, a Jerago: il vascello di Capitan Uncino, con a bordo Spugna, il temuto coccodrillo, Peter Pan (e ovviamente la sua ombra) e tutti i bimbi sperduti! Il grande carro di carnevale realizzato dall' associazione Amici di Paese ha arricchito la sfilata che, partita da piazza Don Luigi Mauri, ha attraversato le vie del paese con un lungo seguito di maschere, fino ad arrivare a teatro Auditorium per le consuete scenette dei ragazzi dell'oratorio e dei bambini della scuola dell'infanzia , che hanno calcato il palco inscenando 'La gabbianella e il gatto'. Complimenti a tutti coloro che si sono impegnati per questa bella giornata ed a tutte le mascherine! A cura di: S.Beccegato

Ma che ne sanno i 2000 del carnevale jeraghese?

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Ma tu te lo ricordi?! Il paese era diviso in quattro cantoni: il Cantun dul Cantun, il Cantun dul Rja, il Cantun dei Tigli e il Cantun da Sura. Io abitavo in via Matteotti, quindi appartenevo al Cantun dul Cantun ed il giorno di carnevale c’era sempre il sole, a volte anche il vento, allora la mamma mi infilava un foglio di carta di giornale sotto il costume di carnevale per ripararmi dal freddo, ma sia mai di coprirlo con la giacca, avevamo una sfilata da fare! Ogni cantone doveva scegliersi un tema e costruirci un carro, confezionare i vestiti per tutti i partecipanti ed inventare e realizzare una recita comica con tanto di balletti, da mettere in scena al teatro dell’Auditorium. La sfilata era ricca, ricchissima: noi bambini dovevamo rimanere ai nostri posti affinchè il pubblico godesse, al nostro passaggio, degli splendidi abiti a tema e noi avevamo le mani e le tasche piene di coriandoli da lanciare e quando finivano ce ne davano ancora, perché non dovevamo ...
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Mercoledi A Jerago il Mercoledì è rosso. di BonJOvi. -  tratto da Esquire & Derby Da questo dato incontrovertibile si deduce che Domenica è bianca.  Il bianco della domenica è conseguenza vitale dell’evoluzione teocratica della civiltà occidentale ininterrotta, da millenni (due). Conseguentemente è perfetta la cromatica del martedì che, naturalmente, è viola. Va subito il pensiero a quella meraviglia del creato che è il giallo, luminoso, solare, caldo, che non può che addicersi al sabato martedí Ora, un breve riepilogo: Domenica bianca, Sabato giallo, Martedì viola (qualcuno obbietta spesso che sia lilla, dobbiamo essere aperti a nuove argomentazioni quindi accettiamo questa sfumatura), e ovviamente che “Mercoledì é rosso”. Una corrente di pensiero di estrazione asiatica, vorrebbe il lunedì verde, ma ovviamente è arancio. L’errore in cui sono caduti i grandi pensatori dell’oriente deriva dalla collocazione della stella Sirio. Un tempo veniva confus...
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KenStone, la pietra solitaria di piazza S. Giorgio Jerago nel panico per KenStone, la pietra solitaria. Era corsa voce sul web che il mitico KenStone, il sasso della latteria di Piazza San Giorgio fosse stato divelto.   I nostri giornalisti avevano già predisposto l’articolo funebre. Fortunatamente si trattava di una Fake News.   (P.s.: Ma sará finita cosí?) Ecco l’articolo di G.C. Della nostra redazione.   Addio al Sasso Di Piazza San Giorgio   Silenzioso, Ermetico, inflessibile, preciso, rotondo. Queste erano le sue caratteristiche,   aspetti che si potrebbero attribuire ad una persona,   ma in questo caso parliamo di un solido e robusto Sasso. Si avete capito bene, il Sasso dell’angolo di Piazza San Giorgio a Jerago, misteriosamente scomparso. Furtivamente rimosso, da quel luogo dove per anni, silenziosamente ed instancabilmente aveva svolto il suo quieto ma utile lavoro. Uno di quei sassi che in epoca passata venivano posi...
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STORIA E LEGGENDE DI JERAGO CON ORAGO: TRANSGENDER CASTELLO DI CAVARIA Di BonJOvi Uno strano vezzo, tipico dei paesi   del nostro circondario, è quello di non distinguere le   “Frazioni” dai Comuni Santo Stefano, Premezzo e Orago non sono “frazioni di” ma sono “Con”. Sono casi più unici che rari, non ne risultano altri in Italia.   Approfondite ricerche storiche hanno svelato l’arcano.   Oggiona, Premezzo e Orago sono i paesi più antichi; i loro nuclei storici affondano le loro radici agli anni antecedenti il mille. Lo sviluppo economico successivo, favorì però uno sviluppo maggiore dei nuclei, allora molto minuscoli, di Cavaria, Santo Stefano e Jerago che superarono, in dimensioni e abitanti, gli antichi borghi.   Questo ‘sorpasso’ creò molto campanilismo. Quando vi fu la riorganizzazione amministrativa con relativa costituzione dei Comuni, qualche buona mente, a noi sconosciuta, inventò questo interessante compromesso e vezzo del “con” c...
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STORIA E LEGGENDE DI JERAGO CON ORAGO: “LE GUERRE PUNICHE” di Bon JOvi Il primo di luglio 2017 il nostro comune ha compiuto 110 anni.   Con regio decreto nr. 48, pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 5 marzo 1907, Vittorio Emanuele III re d’Italia e con firma in calce dell’allora presidente del consiglio dei ministri Antonio Giolitti, Jerago con Orago fu dichiarato comune autonomo e disgiunto dal precedente comune di Besnate. Si trattava di due minuscole comunità che, insieme, contavano mille e quarant’otto abitanti. Due piccoli borghi che però potevano contare su situazionI favorevoli: la ferrovia al confine con Orago, la strada che collegava Gallarate e Varese e, cosa rara per quei tempi,   la disponibilità di energia elettrica in tutte le case fornita dalla grande centrale idroelettrica di Vizzola Ticino, la più grande d’Europa. Per questi motivi erano sorte nuove e importanti aziende con relativa nuova occupazione e, quindi, benessere. La separazione da Be...

La leggenda della Valle del Boia

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L’ARRIVO Quando attraversò la piazza Visconti di Orago fu subito notato e tutti capirono che si trattava di un forestiero che arrivava da molto da lontano. Quando arrivò all’osteria del Monte Boso (oggi si chiama monte Rosa, sia il monte che l’Osteria) a Jerago per trovare alloggio, il chiacchiericcio era già iniziato. La sciura Anna, aveva già sentenziato che si trattasse di una brava persona, mentre la sciura Gina esprimeva fortissimi dubbi, anzi, si sentiva ‘quasi certa di averlo già visto in ‘qualche brutto posto’, anche se tiene a chiarire di non aver mai frequentato brutti posti. La sera, in piazza Ottone Visconti, la piazza principale di Jerago, si formò il crocchio di gente per commentare il nuovo arrivo. Veniva da lontano, lo si vedeva dal colore della pelle scura e dai tratti somatici vagamente orientali.   colpirono i suoi profondi occhi blu e la possanza della persona. Il Gigi disse subito che, secondo lui arrivava almeno da Gallarate.   “l’è da...